15 settembre ’82 Sharon massacra migliaia di Palestinesi

L’11 settembre 1982, il Ministro della Difesa Ariel Sharon, l’architetto dell’invasione libanese, annunciò che “2.000 terroristi” erano nascosti all’interno dei campi profughi palestinesi intorno a Beirut.

Il 15 settembre, il giorno dopo l’assassinio del capo della milizia falangista, alleata di Israele, e del presidente libanese, Bashir Gemayel, l’esercito israeliano occupa la parte occidentale di Beirut, circondando e chiudendo i campi di Sabra e Shatila, abitati da civili libanesi e palestinesi.

Intorno a mezzogiorno del 15 settembre 1982, una unità di circa 150 falangisti entra nel primo campo.

Per quasi 40 ore i membri della falange violentano donne, uccidono e feriscono numerosi civili disarmati, per lo più bambini, donne e anziani all’interno del campo “circondato e sigillato” dagli israeliani.

La stima delle vittime varia tra 700 (fonte israeliana) e 3.500.

Le vittime e i sopravvissuti al massacro non hanno mai avuto un’inchiesta formale sull’accaduto, in quanto la Commissione israeliana d’inchiesta non aveva un mandato giuridico.

FONTE: www.comedonchisciotte.net

 

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