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Anche quest’anno gli Italiani
sono stati imbrogliati con la maratona di Telethon: su tale
truffa, con cui le fraudolente multinazionali farmaceutiche
spillano quattrini a gente generosa ma sprovveduta, si è
soffermato in un suo lucido articolo intitolato Telethon
chiude a 30, 74 mln, l’amico di
Freeinfo.
Condivido in toto le
affermazioni contenute nell’editoriale: l’iniziativa non
serve in nessuno modo a finanziare la ricerca, ma a
rimpinguare i bilanci già opimi delle spaventevoli industrie
del farmaco. Da decenni, si raccolgono fondi, con gli
stratagemmi più astuti ufficialmente per promuovere gli
studi volti ad individuare terapie contro questa o l’altra
affezione: tutto perfettamente inutile.
Di
solito, durante il periodo dedicato a celebrare la festa
pagana del Sol invictus (alias Mithra,
Dioniso, Tammuz e dèi simili) vengono vendute le cosiddette
stelle di Natale: le piante dalle brattee rosse o color
crema, trascorsi i Saturnali, finiscono nei cassonetti
dell’immondizia. Orbene, molti acquistano queste euforbie
convinti di sovvenzionare la ricerca contro i tumori. Quanti
pensano che quelle piante sono coltivate con insetticidi ed
anticrittogamici che, insieme con le innumerevoli forme di
inquinamento (scie chimiche in primis, ma anche
scarichi industriali e dei veicoli, radiazioni non
ionizzanti, scorie nucleari, prodotti geneticamente
modificati etc.) sono tra le principali cause di patologie
più o meno gravi? Non è tutto ciò paradossale oltre che
mostruoso?
In realtà è nell’interesse
del sistema diffondere le malattie non solo per tenere sotto
controllo la popolazione e per incrementare il proprio
potere economico, ma soprattutto per creare un circolo
vizioso che è una spirale di morte di cui vittime sono
uomini, animali e piante. Non è un caso se i pochissimi
spiriti magni della storia furono vegetariani ed aborrirono
dall’uccisione degli animali: Siddharta Gautama, il Messia
sacerdotale,
Apollonio di Tiana,
Mohamed, Mahatma Gandhi… Questi saggi compresero che la
considerazione per gli altri passa attraverso il rispetto
per ogni forma di vita. Senza la com-passione, senza
l’empatia, l’obolo versato alla Caritas o a Telethon è
soltanto un modo egoistico e meschino per sentire la propria
coscienza alleviata. Tale azione è inoltre ancora più
deplorevole se la si ostenta e ci si attende da questi
fioretti una ricompensa come il Paradiso.
Giustamente il Buddhismo zen reputa un mascalzone chi compie
delle buone opere in vista del Nirvana. Il pensiero del
Messia sacerdotale è molto simile. Il risveglio dell’umanità
dipende dalla conoscenza, dalla consapevolezza, dalla
com-passione. Se gli uomini continueranno ad infierire
contro i loro simili, contro gli animali e le piante (con la
vivisezione, l’allevamento, la caccia, la pesca, la
deforestazione… ), non dovranno aspettarsi, allorquando si
arriverà all’ormai prossima resa dei conti alcun soccorso
per opera di “qualcun altro”, poiché semplicemente non lo
meritano.
Alcuni
raccontano la fiaba di un dio che immolò il figlio per
redimere gli uomini dal peccato e dal male: è proprio una
storiella ridicola ed inverosimile. Basti considerare i
risultati di quella “redenzione”: proprio come nel caso
della ricerca contro le malattie rare, quel supposto
sacrificio fu del tutto inane. Infine ammettiamolo: meritano
che un dio sacrifichi il proprio figlio molto più le belve
che sono feroci, ma non malvagie, rispetto agli
uomini-demoni.
Approfondimento per lettori non impressionabili:
Kam Williams,
Il nostro pane quotidiano |