|
Fu una rivelazione che mi ha portato ad uno studio più approfondito
dell’economia. Ma fu solo qualche tempo dopo che mi accorsi che il libro
dedicava molte pagine al meccanismo di creazione di denaro dal nulla, ma non
c’erano indicazioni su come questo denaro ritornasse nel nulla una volta
ripagato.
Ho cercato in lungo e in largo
per l’informazione mancante. Ho guardato in testi accademici come ad esempio
in “Money, Banking and the Canadian Financial System”, di H. H. Binkhammer,
e in “Economics of the Canadian Financial System”, di Sharer, Chant e Bond,
ma non ho trovato nulla che spiegasse come la moneta creata dalle banche
ritornasse nel nulla. Finalmente sono giunto alla conclusione che le banche
traggono il loro reddito principalmente dal riflusso di questo denaro
fabbricato, mentre l’interesse che prendono non è che la ciliegina sulla
torta.
Per capire il riflusso bancario
uno deve capire il principio della contabilità doppia:
quando prendete a prestito 1.000
euro da una banca, questa iscrive 1.000 euro nel vostro conto cosicché, in
effetti, crea mille euro che prima non esistevano. Questa somma è un asset
per voi poiché potete spenderlo, ma un passivo per la banca poiché deve
darvelo a richiesta (o attraverso un prelievo o tramite un assegno).
Considerando che questa banca garantisce migliaia di prestiti all’anno, è
ovvio che tutte queste esposizioni manderebbero presto in bancarotta la
banca se non ci fosse una controgaranzia per il passivo. Questa garanzia è
il patrimonio che è di proprietà della banca. Quando prendete a prestito
1.000 euro quindi, la banca li crea due volte: una volta per voi – come
esposizione della banca – ed una per sé stessa, il prestito – che è un
attivo per la banca ed un passivo per voi. (A livello contabile, il prestito
è già di proprietà della banca, ancor prima di essere rimborsato. Questo
spiega perché, se non riuscite a pagare le rate del mutuo, la banca vende la
vostra casa e si prende l’ammontare del prestito).
Ora, ovviamente non avete preso
in prestito questi mille euro per lasciarli fermi sul conto. Facciamo
l’esempio che acquistiate della merce dal Sig. X e che paghiate con un
assegno. Il Sig. X depositerà l’assegno in banca. La banca aggiungerà 1000
euro sul conto del Sig. X, un passivo per la banca, e creerà 1000 euro per
sé, un patrimonio che viene aggiunto alla sua riserva. Ma la vostra banca è
stata appena alleggerita di una esposizione di mille euro (da quando
l’assegno è registrato) quindi il sistema bancario nel suo insieme non perde
né guadagna. Quello che è semplicemente uno spostamento di un passivo da una
banca all’altra viene presentato come fosse un nuovo passivo. La vostra
banca dovrebbe cancellare mille euro dal suo attivo una volte per tutte, per
essere in regola coi principi della contabilità doppia. Non ho trovato
nessuna traccia del fatto che lo faccia e sono convinto che nessun ente di
supervisione o auditing lo vada a controllare.
(NdT: ecco perché in Italia la
banca centrale ci tiene così tanto a mantenere i poteri di controllo e
vigilanza sul sistema bancario… Cane non morde cane.)
Se noi fondiamo mentalmente
tutte le banche come se fossero una sola banca – la Grande Banca – il
riflusso bancario diventa semplice e facile da comprendere: Per fare sì che
la scrittura doppia sia integra, i cambiamenti nella colonna dell’attivo e
quelli nella colonna del passivo devono sempre combaciare. I due devono
aumentare e diminuire insieme e della stessa entità.
Quando una somma viene sottratta
dal passivo della Grande Banca (il sistema bancario aggregato) per via del
pagamento attraverso assegno o carta di credito, un ammontare equivalente di
attivo deve abbandonare il sistema.
Non succede così!
Testo del seminario
I prestiti e il riflusso
bancario
di Pierre Parisien
Permettetemi di iniziare dandovi
un breve scorcio del mio documento: le banche “chartered” ( e le banche
commerciali al di fuori del Canada) creano dal nulla la moneta che prestano
e poi recuperano la maggior parte del capitale cosicché quello che
guadagnano con gli interessi non è che la ciliegina sulla torta. Dimostrerò
come il sistema delle clearing-house bancarie (stanze di compensazione) è
strumentale al processo di recupero (quello che io chiamo il riflusso
bancario). Quindi suggerirò alcuni cambiamenti che potrebbero rendere il
sistema più equo e razionale.
Ma innanzitutto facciamo una
breve analisi del concetto di prestito. Vi sono principalmente due tipi di
prestiti: prestiti distributivi e prestiti generatori. Quando prestate la
falciatrice ad un amico o quando una associazione di credito cooperativo
presta il denaro, qualcosa di preesistente viene temporaneamente
ridistribuita, da qui la definizione di prestito distributivo; ma quando una
banca commerciale accorda un prestito, essa fabbrica il denaro dal niente.
Il denaro non proviene dalle risorse della banca, né dai depositi che le
vengono affidati dalla clientela: viene dall’inchiostro della penna del
banchiere (o da una scrittura effettuata in un computer). Questi li chiamo
prestiti generatori.
Se c’è gente tra voi che fa
fatica a credermi, vi suggerisco di leggere il sesto capitolo intitolato
"Commercial Banks as Creators of Money", in "Money, Banking and the Canadian
Financial System" di H.H. Binhammer. Vorrei anche citare "Economics of the
Canadian Financial System" di Sharer, Chant e Bond: “Mentre anche altre
istituzioni finanziarie creano denaro, la nostra analisi dimostrerà che, a
causa della loro posizione dominante nel sistema dei pagamenti, le banche
commerciali sono il cuore di questo processo”.
La capacità di una banca di
creare moneta non è tuttavia infinita. E’ limitata dal suo capitale. Le
linee direttive dell’ufficio del sovrintendente delle istituzioni
finanziarie limitano la totalità dei prestiti di una banca a 20 volte il
suo capitale (NdT: oggi, 2005, siamo a 50 volte, con una riserva frazionaria
del 2%) così come viene definito nel documento al capitolo A, "Capital
Adequacy Requirements," capoverso 1, sezione 1-1. Queste regole seguono le
linee guida del “Capital Accord” del 1988, raggiunto sotto l’egida
della BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (BIS – Bank of
International Settlements).
Bene! Siamo ora pronti ad
affrontare il cuore della mia presentazione, il riflusso bancario, ovvero il
ritorno alla banca del capitale creato dalla banca emettendo un prestito.
Ma prima di studiare il
meccanismo del sistema bancario, permettetemi di andare direttamente ad un
esempio che permetterà di presentare il mio punto evitando le complicazioni
tecniche. Supponiamo che voi siate proprietari di una impresa e che voi
prendiate in prestito un milione di euro da una banca per mettere sul
mercato un nuovo prodotto. La banca crea dal nulla il milione di euro e si
premunisce di una garanzia – una proprietà, un magazzino di prodotti o anche
un immobile privato.
Supponete che un concorrente
metta sul mercato un nuovo prodotto che rende desueto il vostro e vi mette
alle corde, in più siete in ritardo col vostro primo pagamento. La banca
immediatamente richiede indietro il prestito ma poiché voi ne avete già
speso la maggior parte, non potete ripagarlo. A quel punto la banca vi
espropria della vostra attività o di qualsiasi cosa voi abbiate messo a
garanzia, e recupera il valore del prestito.
Questo succede continuamente e
dimostra il fatto che le banche hanno titolo al capitale che esse stesse
creano con l’atto del prestarlo.
I difensori di questo sistema
ammettono che le banche creano il denaro che prestano, ma sostengono che il
denaro prestato verrebbe “distrutto” gradualmente col ripagamento del
prestito e che la banca profitterebbe del solo interesse che impone. Per
rifiutare questa spiegazione, dobbiamo entrare nel poco chiaro mondo della
contabilità doppia, l’attuale forma predominante di tenuta della
contabilità. (Immagino che molti di voi siano già familiarizzati con questo
argomento, ma vi chiedo indulgenza perché altrimenti peccherei nei confronti
di quanti non lo conoscono).
Ogni volta che voi depositate
contanti o assegni nella banca, la banca accredita il vostro conto. Questa
somma è un attivo dal vostro punto di vista, ma per la banca è un passivo,
poiché voi siete liberi di prelevare la somma a volontà. La banca deve
dunque accreditarsi di un attivo di egual valore che viene chiamato riserva
(di fatto, un'aggiunta alle sue riserve).
E’ una concezione errata il
credere che le riserve siano delle somme messe da parte in previsione di
tempi duri. Solamente una piccola percentuale di ciò che viene chiamata la
riserva della banca, viene effettivamente accantonato. Nell’antichità,
queste riserve erano mantenute in deposito presso la banca centrale del
Canada, ma dopo che la legge bancaria venne modificata nel 1992 per
eliminare questa esigenza, le banche commerciali non tengono in cassa che le
riserve di denaro contante che esse stesse ritengono necessario o prudente.
Questa somma non supera il 10% dei loro attivi, poiché viene considerata
sufficiente a rispondere alle richieste del pubblico di biglietti di banca.
Allora, che se ne fanno le
banche del denaro che rimane? Esse lo investono, se ne servono per sostenere
e giustificare altri prestiti, per pagare gli stipendi ed i premi ed anche
per pagare i dividendi ai loro azionisti (secondo delle limitazioni imposte
dalla “Loi sur les banques”, articolo 129, paragrafo 4). Le riserve di una
banca non sono un tesoro conservato in una cassaforte, ma piuttosto una
corrente di denaro che attraversa un portone e così facendo diventa
proprietà della banca.
Talvolta questa proprietà (un
attivo) è equilibrata da un’obbligazione (un passivo) e talvolta invece no.
Per comprendere appieno il bilancio di una banca, dovremmo rimpiazzare
mentalmente il termine “riserva” con il termine “proprietà della banca”.
Quando una banca accorda un
prestito, essa accredita il cliente di un deposito corrispondente e
simultaneamente crea un accredito a sé stessa di un attivo equivalente al
prestito. Un tale deposito, creato dal nulla, viene chiamato deposito
secondario, o deposito derivato. I depositi che non vengono creati dalle
banche vengono chiamati depositi primari. (E’ un peccato che questi termini
non siano più adottati, perché mettevano in evidenza una distinzione
importante). E’ la relazione tra i depositi primari e quelli secondari che
rende possibile il riflusso bancario – il ritorno alla banca del capitale
creato con i prestiti.
Facciamo un esempio per
dimostrare il meccanismo implicato:
Giovanni prende a prestito 1000
euro dalla Banca A che noi consideriamo una banca-monopolio, ovvero la sola
banca del paese [NdT: questo è l’effetto pratico raggiunto attraverso il
meccanismo del clearing interbancario]. Quest’ultima crea il denaro dal
nulla e inserisce la somma come deposito sul conto di Giovanni e, in
contropartita, come aggiunta alle proprie poste attive. (Per semplificare le
cose, non terremo conto degli interessi e delle spese).
Il giorno seguente, Giovanni si
serve del suo deposito per emettere un assegno di 500 euro a favore di
Enrico che lo deposita nel suo conto alla Banca A. Questo è un deposito
primario che aggiunge automaticamente altri 500 euro ai fondi della riserva
della banca.
Il secondo giorno, Giovanni
emette un assegno di 500 euro a Teodoro che lo deposita allo stesso modo nel
suo conto alla Banca A. Scriviamo le tre transazioni sul bilancio:
Iscrizioni nel bilancio della
Banca A
|
ATTIVO |
PASSIVO |
|
Prestito 1000 euro
Riserva 500 euro
Riserva 500 euro |
Deposito secondario
1000 euro
Deposito primario 500
euro
Deposito primario 500
euro |
|
Attivo totale 2000
euro |
Passivo totale 2000
euro |
L'ultima linea dimostra che
l'attivo totale e il passivo totale sono uguali ed opposti, si annullano
mutuevolmente. La banca pretenderà dunque che il denaro creato emettendo il
prestito (un passivo, dal suo punto di vista) è stato compensato dall'attivo
del prestito rimborsato e che solamente l'interesse rappresenta un guadagno
proveniente da questa transazione.
Questo ragionamento è fallace, si tratta di capire il gioco delle tre carte.
Il trucco consiste nel sommare il passivo dei depositi primari al passivo
del deposito secondario.
Quando Enrico, nel nostro esempio, mette all'incasso l'assegno da 500 euro
di Giovanni, quest'ultimo perde 500 euro dal suo deposito secondario. Quando
Teodoro deposita l'altro assegno di 500 euro di Giovanni, questi perde il
restante del deposito creato col prestito: ha speso il suo prestito. Il
passivo della banca di 1000 euro verso Giovanni è stato rimpiazzato con due
passivi di 500 euro verso Enrico e Teodoro - ma Giovanni deve sempre 1000
euro (più gli interessi) alla banca. In seguito, ogni volta che Giovanni
effettuerà un pagamento sul suo prestito, il pagamento verrà iscritto come
attivo per la banca (aggiungendolo alle riserve), ma non ci sarà un passivo
come contropartita. Il pagamento sarà dunque un guadagno in conto capitale
per la banca.
Il passivo della banca viene dunque correttamente iscritto nel nostro
bilancio come 2000 euro (il prestito di 1000 euro più due aggiunte di 500
euro alle riserve), ma il passivo dovrebbe essere iscritto solamente nella
misura di 1000 euro. PERCHE'?
Perché i due depositi primari rappresentano uno spostamento di passivo
piuttosto che una aggiunta al passivo originale di 1000 euro. Poiché le
riserve sono di proprietà della banca, nel nostro esempio, la banca si è in
effetti creata 1000 euro dal niente. L'interesse è semplicemnte la ciliegina
sulla torta (Ndt: probabilmente nel sistema bancario islamico questo non
avviene - e questo spiegherebbe lo scontro epocale tra il sistema bancario
occidentale e quello islamico, erroneamente attribuito a fattori religiosi.
Infatti, nelle tre religioni cristiana, ebrea e musulmana, l'usura viene
condannata comunque. Quando si pensa che le banche occidentali stanno
disperatamente cercando di "globalizzare" queste truffe, si capisce la
resistenza tenace da parte di altre culture meno corrotte).
Questo ritorno di capitale creato attraverso il prestito è quello che chiamo
il riflusso bancario. Alcuni diranno che nessuna banca-monopolio avrebbe
l'audacia di praticare uno stratagemma così evidente e che, nei fatti, una
singola banca non procede a questo modo quando si tratta di contabilizzare
lo scambio di assegni tra due clienti che hanno i conti presso la medesima
succursale. Consiglio a questi scettici di considerare il mio esempio come
un espediente euristico che ci aiuterà a comprendere un punto che tratteremo
tra poco.
Notate comunque che se Enrico e Teodoro avessero insistito per incassare i
loro assegni in contanti, la Banca A sarebbe stata costretta ad attingere
dalle riserve per soddisfare la domanda. Questo pagamento avrebbe annullato
le riserve create attraverso il deposito dei loro assegni e, in questo caso,
la banca non avrebbe potuto beneficiare che dell'interesse sul prestito.
Il denaro contante, poiché cortocircuita il riflusso, è il nemico mortale
delle banche. Felicemente per queste, la maggior parte degli assegni vengono
depositati piuttosto che incassati e la maggioranza delle transazioni
avvengono su computer piuttosto che attraverso lo scambio di contanti da
mano a mano.
Ovviamente, nella realtà reale dove non esistono banche-monopolio, Enrico e
Teodoro avrebbero probabilmente depositato i loro assegni in un'altra banca
ed in questo caso la Banca A avrebbe perso delle riserve a favore della
banca ricevente. Gli assegni, tuttavia, non vengono compensati uno a uno.
Vengono gestiti quotidianamente attraverso l'intermediazione di una camera
di compensazione (clearing house) dove la Banca A presenta alla Banca B
tutti gli assegni che ha ricevuto e che sono stati emessi sui conti della
Banca B, e quest'ultima fa lo stesso nei confronti della Banca A. Se,
diciamo, la Banca A riceve 800.000 euro in assegni della Banca B, e quest'ultima
riceve 700.000 euro in assegni della Banca A, allora la Banca B perderà
100.000 euro di riserve a vantaggio della Banca A. L'indomani, tuttavia,
potrebbe essere la Banca A a perdere a vantaggio della Banca B.
Questo processo viene ripetuto ogni giorno tra tutte le banche. Solo la
differenza viene attualmente trasferita dalle riserve di una banca alle
riserve di qualsiasi altra banca. Poiché tutte le banche hanno un conto
presso la banca centrale, i trasferimenti avvengono semplicemente spostando
delle cifre da un conto all'altro. Alla lunga, tutte le banche finiscono più
o meno alla pari con questi trasferimenti. Dunque, di fatto, non perdono
delle riserve tutte le volte che uno dei loro clienti scrive un assegno che
verrà deposto in un'altra banca. Grazie a questo procedimento, il meccanismo
che si applica a una banca-monopolio (come nel mio esempio euristico) si
applica, grosso-modo, all'insieme del sistema bancario così come alle
singole banche.
In breve, ci sono due modi possibili di compensare gli assegni tra le
banche:
1. una operazione diretta, da banca a banca e assegno per assegno, cosa che
sarebbe pratica con i mezzi informatici ed elettronici disponibili;
2. una operazione di camera di compensazione come ho descritto.
Esiste una considerazione sottile ma importante da fare qui:
In una operazione di pagamento assegno per assegno, la banca pagante perde
delle riserve per l'ammontare degli assegni e la banca ricevente guadagna lo
stesso ammontare di riserve. (Occorre ricordarsi che le banche devono
necessariamente accreditarsi di uin ammontare uguale a ciascun deposito
primario, somma che va alle riserve; altrimenti le singole banche
fallirebbero rapidamente ed il sistema bancario crollerebbe). Ma in una
operazione di camera di compensazione, poiché solamente la differenza
quotidiana tra due banche qualsiasi viene trasferita, la maggioranza delle
riserve della banca pagante rimangono protette. Alla lunga, quasi tutte le
sue riserve rimangono protette, anche se le banche più grosse e/o meglio
gestite possono avere un leggero vantaggio. Grazie al procedimento della
camera di compensazione, due banche agiscono come due preti che si
confessano l'un l'altro e si danno l'assoluzione.
"E allora?" è quello che mi sento troppo spesso chiedere quando parlo di
questo argomento con dei membri della mia famiglia, con gli amici e,
occasionalmente, con degli uomini d'affari. "Finché ottengo il credito di
cui ho bisogno, quando ne ho bisogno, che m'interessa?" Permettetemi di
dimostrare perché questa attitudine è nefasta.
Secondo il Council of Economic Advisors, la massa monetaria degli Stati
Uniti è più che settuplicata tra il 1970 ed il 1994. Poiché tutti gli
economisti, a sinistra e a destra, sono d'accordo sul fatto che le banche
creano più del 95% della nuova moneta, è matematicamente evidente che una
buona parte di questo denaro nuovo finisce per far parte della massa
monetaria. Non ci sono - semplicemente - altre possibilità per spiegarne
l'aumento.
Ma, ufficialmente, le riserve delle banche non sono incluse nella massa
monetaria. Una ragione per cui ciò avviene è che, spesso, queste riserve
sono in contropartita di un passivo bancario e quindi - contando sia il
passivo che le riserve - la massa raddoppierebbe. Ma queste riserve possono
essere spese ed investite - quindi sono moneta, che facciano o meno parte
ufficialmente della massa monetaria. Questo spiega perché anche gli
economisti della sinistra dicono spesso che la moneta creata dal prestito
viene annullata nella misura in cui questo viene rimborsato: poihé le
riserve non fanno parte della massa monetaria ufficiale, esse ufficialmente
non esistono. Insisto che poiché esse possono essere spese ed investite,
esse sono SOLDI! Il riflusso bancario esiste!
Si può argomentare che una parte dell'aumento settuplo è imputabile
all'inflazione del credito: poiché la creazione del capitale non include gli
interessi, sono sempre necessari nuovi prestiti per pagare i prestiti
precedenti.
E' un'argomentazione plausibile ma - insisto - che non può spiegare tutto
l'aumento della massa monetaria. Dopo tutto, il denaro contante nelle mani
del pubblico è anch'esso aumentato di sette volte (più o meno) e questa
moneta non è creata col credito. Mi pare che nella misura in cui le banche
spendono ed investono il riflusso - comprando buoni del tesoro, tra le varie
possibilità - il riflusso s'insinua nella massa monetaria ufficiale.
Permettetemi di fare il punto: non è la moneta che crea la vostra ricchezza,
ma piuttosto il passaggio della moneta attraverso le vostre mani. Le banche
si sono arricchite ingiustamente con il procedimento sopra descritto.
Le banche sono la pietra angolare del settore finanziario. Tutta questa
massa di denaro speculativo che gira sopra la nostra testa, fuori della
nostra portata, e che è sconnessa dal mondo reale dei beni, dei servizi e
del lavoro - tutto questo denaro - fu inizialmente creato dalle banche. E'
controllando le banche che si può controllare il settore finanziario.
Esaminiamo qualche meccanismo di controllo che potrebbe essere messo in atto
e cominciamo da uno che non necessiterebbe di alcun cambiamento radicale nel
sistema esistente, poi procediamo con dei suggerimenti più rivoluzionari.
Si potrebbe cominciare con una politica fiscale che consideri qualsiasi
aumento delle riserve di una banca come un guadagno in capitale soggetto ad
imposte. (Forse ad un tasso speciale, più basso, poiché le banche occupano
un posto molto speciale - e molto importante- nel nostro sistema economico).
Un altro metodo di controllo sarebbe l'imposizione di quella che io chiamo
PCC - Proprio Come il Contante. Qualsiasi assegno depositato avrebbe lo
stesso effetto sulle riserve di una banca come se sl'assegno venisse
cambiato per denaro contante. Qualsiasi banchiere che pretende che
l'interesse è la sola fonte di profitto derivante dalle operazioni di
prestito non dovrebbe avere alcuna obiezione. Il procedimento PCC - come
legge o ordinamento - non farebbe che assicurare che il sistema attuale sia
onesto e che funzioni come si dice che faccia. Se le banche possono
compensare qualsiasi aumento del loro passivo con un eguale aumento del loro
attivo, esse dovrebbero accettare che qualsiasi diminuizione del loro
passivo venga compensata da un'uguale diminuizione del loro attivo.
Una procedura equivalente sarebbe di eliminare il sistema della camera di
compensazione e di lasciare che le banche scambino tra di loro direttamente,
da banca a banca e assegno per assegno. Grazie all'informatica e ai mezzi di
comunicazione elettronica, credo che questo sarebbe possibile e pratico. La
funzione principale della camera di compensazione, mi pare, è di proteggere
le riserve delle banche, come ho dimostrato.
Per concludere, si arriva a una opzione che sarebbe un bello scarto in
rapporto alle procedure correnti. Suggerisco che il governo federale
eserciti il diritto esclusivo di creare tutta la nuova moneta, che sia in
contanti o scritturale. La Banca del Canada avrebbe il mandato di soddisfare
le esigenze di prestito delle banche commerciali fornendo loro il denaro a
tasso zero. Queste ultime dovrebbero tuttavia ripagare il capitale dando
così al governo tutto il vantaggio derivante dal riflusso.
Si potrebbe obiettare che le banche, private di questo guadagno in capitale,
potrebbero dover aumentare i tassi di interesse e che questo a sua volta
potrebbe rallentare l'economia. Questa tendenza, tuttavia, può essere
contrastata introducendo il tasso d'interesse negativo che sarebbe
sottratto, piuttosto che aggiunto, al debito verso la Banca del Canada.
Per esempio, un milione di euro presi in prestito ad un tasso negativo del
10% per finanziare un prestito dello stesso ammontare, verrebbe liquidato
attraverso il pagamento di 900.000 euro. L'interesse negativo potrebbe, in
effetti, essere un sussidio sia per il creditore che per il debitore ed
agirebbe come un potente incentivo economico.
Il riflusso potrebbe generare una larga somma di denaro per il governo
federale, che potrebbe essere utilizzata per migliorare i programmi sociali
e per abbassare le tasse federali senza ridurre i servizi.
E' importante dire quello che si vuol dire in modo eloquente e chiaro, ma
talvolta è anche importante sottolineare quello che NON si è detto. Io non
ho negato che le banche siano delle istituzioni necessarie; non ho proposto
che queste siano nazionalizzate; non ho negato che le banche private,
nell'insieme, debbano fare profitti; non ho suggerito di eliminare gli
assegni e le altre forme di moneta-non-contante - nonostante il potenziale
abuso di queste forme di pagamento - poiché i mezzi di pagamento non in
contanti sono troppo comodi e troppo inseriti nella nostra struttura
sociale. Quello che io voglio dire è che i rappresentanti della gente
debbono esercitare un controllo giudizioso sull'attività finanziaria poiché
la sovranità risiede nel popolo, non nel mercato e non negli strumenti
monetari.
Vorrei concludere la mia presentazione condividendo con voi la mia profonda
speranza che un giorno, da qualche parte, qualche governo - perché non il
nostro? - tenga una commissione d'inchiesta sulle attività bancarie di modo
che la luce razionale e critica possa farsi strada in questo oscuro reame e
far sì che le riforme, da gran tempo dovute, siano finalmente implementate.
Grazie.
Fonte:
http://saba.fateback.com/
Link:
http://saba.fateback.com/articoli/riflussobancario.html |