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Le banche
centrali, che al contrario di quello che si pensa sono di proprietà di
privati, si sono impossessate della facoltà di stampare la moneta, facoltà
che naturalmente deve appartenere al popolo (sovranità monetaria) perché
lavora e crea ricchezza. (Ricordate le vecchi banconote? Quelle erano del
Governo, erano nostre, non dovevamo restituirle a nessuno e nessuno - se le
tenevamo in tasca - ci chiedeva interessi a fine anno. Vi era scritto (es.
il modesto foglietto da 500 lire) "Repubblica Italiana Biglietto di Stato a
corso legale". Le firme erano del Direttore Generale del Tesoro, il Cassiere
Speciale e il visto della Corte dei Conti. Oggi sul "foglietto" da 50 euro,
avete notato? non c'è scritto più nulla. - Ndr.)
La moneta stampata (*) al solo
costo tipografico viene immessa in circolazione contro un indebitamento
dello Stato tramite l'emissione dei titoli (**) di stato gravati da un tasso
di interesse deciso dalla banca centrale. ( * ) Tutto questo ha
inizio il 22 luglio 1944: gli stati del mondo disegnano un nuovo sistema
monetario in un'anonima località americana, Bretton Woods. In questo nuovo
sistema, tutte le monete erano convertibili nel dollaro e solo questo era
convertibile in oro. Da quel giorno (con l'Europa in sfascio nei campi di
battaglia e con alcuni Paesi senza neppure una moneta, come l'Italia) tutti
gli Stati del mondo costituirono riserve per l'emissione di banconote
utilizzando dollari, di cui c'era sul mercato finanziario una (la sola)
grande offerta. All’inizio degli anni Settanta, l’80 % delle riserve
valutarie di tutti gli stati del mondo erano costituite da dollari.
Stati Uniti ed Inghilterra
contribuirono con l'80% la costituzione del FMI, e ovviamente ne
condizionarono l'attività in maniera determinante. Ma l'Inghilterra non era
più quella di una volta, e quindi ne approfittarono gli Stati Uniti che
cominciarono a stampare più dollari che giornali, dato che era la loro
moneta a garantire l'equilibrio del sistema; ma così facendo ben presto
anche il dollaro non ebbe più la convertibilità in oro. Inoltre i primi
biglietti erano dello Stato (recavano la scritta United States), poi a
partire dal 1963 diventarono privati, cioè della Federal Reserve.
Infine il
15 agosto 1971, Nixon annunciò a Camp David la decisione di sospendere la
convertibilità del dollaro in oro, e perciò l'abrogazione unilaterale degli
accordi di Bretton Woods "svincolò" il dollaro dal cambio con l'oro. Questa
data (agosto 1971) costituisce una pietra miliare nella storia del denaro: è
il momento cruciale per comprendere la vera natura della moneta. Da allora,
infatti, il denaro è definitivamente "svincolato" da ogni relazione con
l'oro.
Da allora, i paesi hanno
continuato a stampare denaro, fondandolo senza una base “solida”, cioè sul
nulla. Non ci sono infatti più a garantire questa "solidità" le riserve
auree - le attuali riserve auree dei paesi del mondo non superano le 200.000
tonnellate, mentre il corrispettivo in oro di tutte le banconote e gli
equivalenti monetari che girano per il mondo ai prezzi correnti ammonta a un
corrispettivo di 75.000.000 di tonnellate di oro. (Ndr.)
Ma perché avvenne
questo "svincolo"? Furono costretti. Perché il mondo arabo un bel giorno
(anno della crisi energetica) si svegliò da un lungo letargo. Si accorse che
sotto i piedi aveva la materia prima energetica del mondo occidentale, il
petrolio. Fondarono l'Opec, rifiutarono il pagamento in dollari-carta e
pretesero di essere pagati in oro. L'oro come detto non esisteva, e gli
Arabi per cautelarsi, nel giro di pochi mesi aumentarono di quattro volte il
valore del barile di petrolio. (ricordiamo qui che negli anni 800-1000,
furono proprio i mercanti Arabi durante la loro dominazione nel Mediterraneo
a inventarsi i "pagherò", i "chek" (cheque o assegno di carta) " e le stesse
banche.
Ma ogni assegno di carta
corrispondeva a una reale quantità di oro e non a un pacco di altra carta.
Gli Arabi insomma oltre che essere vecchi esperti del mestiere; ora hanno in
più anche il "petroleumdenaro". Ndr.) ( * * ) Il ricavato della vendita dei
titoli va tutto alla banca centrale e lo Stato (qui, parliamo di quello
italiano) si trova indebitato (debito pubblico) (*) di 1.429 miliardi
di euro pari a 2.766 milioni di miliardi di lire e paga ogni anno circa il
6% di questa cifra in interessi - e per pagarli (a quei soggetti che i
titoli li posseggono - investitori sempre meno italiani con un magro 17%
detenuti direttamente dalle famiglie italiane; infatti gli esteri (**) ne
posseggono circa il 50% - (www.il sole24ore.com del 22/12/04). Non avendo
soldi, la banca centrale deve emettere altri altri titoli, e lo Stato fa
così altri debiti. Un serpentone che continua a mordersi la coda
all'infinito. Fino al punto che non solo non può più restituire il capitale
ma non è nemmeno più in grado di pagare gli interessi (il 50% agli esteri)
(*) Il debito pubblico (è pari al valore nominale di tutte le
passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni
centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici).
E' costituito essenzialmente da
titoli di Stato - emessi sul mercato interno e in quello estero - e
rappresentano circa l'83% del debito pubblico. Il valore viene aggiornato
semestralmente e si riferisce al 31 dicembre di ciascun anno. ( Ndr.) (**)
Proviamo a immaginare cosa pensano di noi quando questo 50% di investitori
esteri sono venuti a sapere delle telefonate notturne tra due amici italiani
per bloccare l'entrata di banche estere, per difendere (dicono) quelle in
Italiane - Ma quando questi esteri hanno acquistato in Italia questo 50%, le
banche italiane dov'erano, a dormire? Il secondo passo è quello di
indebitare i cittadini. Le banche commerciali secondo le attuali leggi
bancarie possono creare soldi virtuali, con un solo click sul computer, fino
a 98 volte i depositi che i risparmiatori e le aziende hanno presso di loro.
In pratica se alla mia banca io
deposito 100 soldi, questa, una volta depositata la riserva frazionaria alla
banca centrale, può prestare fino a 10 volte e forse più i soldi depositati
prendendoci anche gli interessi. In pratica
contro ricchezza fittizia (denaro di carta della banca centrale) o virtuale
(denaro elettronico peggiore di quello di carta perché non esiste per
niente) il sistema bancario (privato) riceve ricchezza reale fatta del
lavoro di tutti noi e se non riusciamo a restituire il prestito con gli
interessi si prendono anche le nostre case e le nostre aziende (Fiat etc etc).
Questa "truffa" non è una cosa solo italiana, ma appartiene a tutto
il mondo: in occidente con lo schema sopra descritto, mentre nel terzo mondo
con la razzia delle ricchissime materie prime attraverso i prestiti, che
nessuno stato potrà mai restituire, concessi per il tramite della Banca
Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale. In pratica se immetto denaro
per 100 e chiedo 105, avrò sempre qualcuno cui mancheranno quei 5 ed
avrò sempre la certezza matematica che sempre più persone o stati
dipenderanno da me (dal denaro). Dentro questo meccanismo perverso la
competizione e la lotta è feroce per accaparrarsi questo 5: i prezzi
salgono, le tasse sono altissime, i diritti elementari negati e sono forti
(ed inutili) le contrapposizioni politiche. Gli enormi ed illeciti profitti
accumulati dal sistema bancario vengono utilizzati per fomentare
guerre, aumentare le divisioni ed esasperare la competizione tra le persone
aziende e stati.
Benvenuti all'inferno!
Si può fare qualcosa?
Sì, e anche molto, ma
ognuno deve fare la propria parte senza delegare niente a nessuno. Questo
semplice meccanismo di controllo si basa sull'ignoranza e sulla mancanza di
informazioni. (il 60% degli italiani non sa nemmeno chi è il governatore
della Banca d'Italia, e quelli che lo sanno il 90% sono convinti che sia una
carica governativa e non privata, cioè delle stesse banche- Ndr.)
Prendendo
coscienza del suo funzionamento e facendolo conoscere agli altri si toglie
il collante che ci tiene legati a questo Matrix e più persone conosceranno
la verità e più facile sarà smascherare la falsità che ci circonda.
Gradualmente, superato il primo momento di naturale e comprensibile rifiuto,
ci si renderà sempre più conto che stiamo vivendo in una grande illusione:
nella illusione di essere liberi, nell'illusione della democrazia,
nell'illusione della religione, nell'illusione della politica,
nell'illusione della carenza e della povertà. Con la consapevolezza che
tutto quello che viviamo è solo una gabbia invisibile per la nostra mente,
le divisioni assumeranno sempre meno significato ed il passaggio ad un nuovo
modo di vivere sarà naturale.
Pierluigi Paoletti
Buona lettura, spero che ispiri qualcuno.
Funzionamento del “sistema monetario”
Il Signoraggio:
Il Signoraggio è una "truffa"
colossale nata e cresciuta grazie a ignoranza, censura, disinformazione e
soprattutto cervelli sottovuoto! Un illecito vero e proprio che viene
operato sistematicamente dalla Banca Centrale Europea, la quale lo definisce
“Servizio di tesoreria dello Stato”. In pratica il Signoraggio è la
differenza di valore tra i costi tipografici spesi effettivamente per
stampare ed emettere carta-moneta e il valore di facciata, cioè il valore
numerico scritto sulla banconota stessa!
La Banca stampa le monete e invece
di cederle al popolo sovrano dell’Unione Europea lo affitta al VALORE DI
FACCIATA più un interesse annuo denominato “tasso di sconto”. In questo modo
una banconota da 100 euro che potrebbe essere ceduta allo Stato a 0,05 euro
viene a costare alla comunità 102,5 euro. Più del valore di facciata! Il
Signoraggio è il potere del “Signore” di emettere biglietti con un valore
nominale ampiamente superiore al valore intrinseco e quindi di ricavare un
guadagno dalla sovranità sulla moneta. Nel momento in cui la Banca Centrale
Europa che stampa la moneta, compra delle cose utilizzando questa moneta che
a lei è costata pochissimo, ottiene un potere d’acquisto unico.
ll Signoraggio è la differenza di valore tra i costi tipografici per
stampare la moneta (carta e inchiostri) e il valore numerico scritto sopra!
Non solo, la Banca
Centrale che stampa ufficialmente la moneta a prezzo irrisorio, mette nel
bilancio PASSIVO non il costo tipografico sostenuto realmente (carta e
colori) ma bensì il valore numerico scritto sulle monete. Il Signoraggio per
tanto diventa un PASSIVO per la banca, perciò non è tassabile e viene evaso
dal fisco!!! Per fare un esempio del signoraggio, è come se il proprietario
di un Casinò nella sua contabilità mettesse al passivo non il costo di
stampa delle fiches, ma il valore nominale scritto sulle fiches! Quindi gli
stati membri dell’Unione Europea lasciano pagare ai propri cittadini questo
sovrapprezzo tassandoli col cosiddetto “debito pubblico”.
Siccome la Banca Centrale
Europea stampa banconote garantite da aria fritta, cioè prive di un
controvalore (oro, argento, ecc.), ne stampa quante ne vuole senza alcun
controllo nei confronti del debito pubblico! E chi emette moneta se ne
attribuisce autoritativamente la proprietà pur non essendo proprietario di
alcun valore corrispondente alla moneta emessa.
Tutto trae origine dal 1694;
l’oro viene trasformato in carta dalla banca d'Inghilterra, il cui fondatore
William Paterson, dichiara spregiudicatamente: “la banca trae beneficio
dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla”. Ancora più
spregiudicato e cinico l'affermazione nel 1773 di Amschel Mayer Rothschild,
il fondatore tedesco di un impero finanziario dichiarava addirittura: “La
nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di
Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni
territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni,
coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro
debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere”.
E nel 1885 ecco cosa scriveva
Marx: nel Capitale (Libro I, capitolo 24, paragrafo 6, Editori Riuniti, Roma
1974, pp. 817-818) “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di
denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati
che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in
grado di anticipare loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico
non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste
banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca
d’Inghilterra (1694).
La Banca d’Inghilterra cominciò
col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente
era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso capitale,
tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci
volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca
d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva
prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito
pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver
restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva
creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato”,
Creazione del denaro grazie
al credito frazionale
Dunque, le banche come
affermava William Paterson, hanno il potere di creare denaro dal nulla! Per
comprendere il meccanismo attraverso il quale le banche creano questo denaro
facciamo un piccolo esempio numerico. Supponiamo di depositare in banca 100
euro in contanti sul nostro conto corrente. Con questi 100 euro, la banca
potrà prestare a chi ne fa richiesta (aziende, privati, mutui, fidi, ecc.)
ben 5000 euro! Come fa la banca a prestare 5000 euro se ne ha depositati
solamente 100? Da dove saltano fuori i 4900 euro mancanti?
Questa magica operazione di
moltiplicazione di soldi si chiama credito frazionale, ed è permessa dalla
cosiddetta riserva bancaria (il cui valore viene deciso dalla Banca
Centrale). In soldoni la riserva bancaria è un tasso che indica la quantità
di soldi minima che una banca deve trattenere (avere fisicamente nelle
casse), come riserva appunto. Con un tasso di riserva pari al 10% una banca
con i nostri 100 euro (che vengono messi subito in riserva), può restarne
1000 (il 10% di 1000 euro = 100).
Oggi però il tasso di riserva è del 2%, e
quindi i nostri 100 euro diventano magicamente 5000! Infatti una banca per
ogni 100.000 euro virtuali scritti nei loro computer, basta che ne abbia
realmente 2000 di carta!!! Questo viene chiamato di fatto “bancarotta
tecnica”, perché in definitiva le banche hanno un cinquantesimo del denaro
che vantano di avere!
Con la riserva frazionaria
una banca può prestare 50 volte quello che ha effettivamente in cassa!
La dimostrazione di
quanto appena detto è semplice: se tutti i correntisti andassero
contemporaneamente a ritirare i propri risparmi la banca non avrebbe i soldi
da restituire (proprio quello che è successo in Argentina). In questa
situazione la banca chiuderebbe per una settimana l’erogazione del denaro e
chiamerebbe in causa subito la Banca Centrale Europea di Francoforte, la
quale si metterebbe a stampare giorno e notte euro per soddisfare le
richieste e impedire che la banca fallisca realmente. Ecco il vero scopo
delle banche centrali: impedire che le banche commerciali falliscano. Per
questo la Banca Centrale viene chiamata “Prestatore di ultima istanza”.
In una simile situazione però,
in cui la banca centrale stampa denaro per salvare una banca, la massa
monetaria aumenta di volume creando ulteriore inflazione. Tornando al
discorso della creazione di denaro dal nulla, per essere ancora più precisi,
la banca con quei 100 euro iniziali può prestarne 4900 tondi tondi (5000
meno la riserva del 2% e cioè i 100 euro iniziali), perché appunto 100 euro
devono rimanere fisicamente in riserva. Su questo denaro, che la banca non
possiede fisicamente nelle casse perché viene creato dal nulla, la banca ci
lucra pure gli interessi (interessi sui prestiti, sui fidi, sui mutui,
ecc.).
Questi interessi assieme alla
creazione vera e propria del denaro dal nulla, stanno lentamente e
inesorabilmente sottraendo ricchezza alla società facendo sprofondare nel
debito TUTTI i paesi del mondo, nessuno escluso. Perfino gli Stati Uniti
vantano un debito tra i più elevati al mondo. Ma il giochetto della
creazione del denaro non finisce qua! Anche quei 5000 euro creati dal nulla
una volta entrati nel ciclo economico torneranno prima o poi nel sistema
bancario sotto forma di depositi. E’ il circolo perverso e pericoloso della
finanza bancaria. Questi depositi diventeranno a loro volta nuove riserve, e
con questi la banca apre nuovi prestiti dal nulla. E via così…
l denaro circolante però
non è dello Stato ma di aziende private (le banche) che lo hanno creato dal
nulla e perfino tassato.
Questo denaro crea debito!
Il denaro non è dello Stato ma
della Banca Centrale che è una società privata! Quindi il denaro è privato.
Le banche centrali sono private?
In alcuni casi esistono delle
banche centrali più o meno nazionalizzate, come per esempio la Banca
d’Inghilterra. Nella stragrande maggioranza dei casi, le banche centrali
sono controllate da soci privati, per cui sono private. La Banca d’Italia
rientra in queste ultime. Il n. 01 del 4 gennaio 2004 di "Famiglia
Cristiana", riporta alla pag. 22 l'elenco dei soci di Bankitalia con le
relative percentuali di interesse: Anche se sorprendentemente l’elenco dei
suoi azionisti è riservato..."Ci ha pensato un dossier di Ricerche & Studi
di Mediobanca, diretta da Fulvio Coltorti, a scoprire quasi tutti i
proprietari della Banca d’Italia.
Spulciando i bilanci di banche,
assicurazioni eccetera, ha annotato le quote che segnalavano una
partecipazione nel capitale della Banca d’Italia. Così il ricercatore è
riuscito a ricostruiregran parte dell’azionariato della nostra massima
istituzione finanziaria. Come si può notare, tre banche da sole
"controllano" la Banca d’Italia (da R & S, Ricerche & Studi di Mediobanca,
2003, pag. 1.149)". Ecco l’elenco dei padroni di Bankitalia con le
rispettive percentuali di azioni.
SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE D’ITALIA
Gruppo Intesa (27,2%)
INPS (5%)
Gruppo San Paolo (17,23%)
Banca Carige (3,96%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
BNL (2,83%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo La Fondiaria (2%)
Assicurazioni Generali
(6,33%)
Gruppo Premafin (2%)
Monte dei Paschi Siena
(2,50%)
C. Risparmio Firenze
(1,85%)
RAS (1,33%)
Anonimi (5,65%)
Tre banche da sole “controllano”
con il 55,58% la Banca d’Italia: Intesa (27,2%), San Paolo (17,23%) e
Capitalia (11,15%). Rimane un 5,65% nelle mani di anonimi…
La Banca Centrale Europea (BCE)
è ufficialmente di proprietà delle banche centrali degli stati che ne fanno
parte. Siccome le banche centrali sono controllate da società private, di
conseguenza anche la BCE è una società privata.
SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Banca del Belgio (2,83%)
Banca Danimarca (1,72%)
Banca della Germania
(23,40%)
Banca della Grecia (2,16%)
Banca della Spagna (8,78%)
Banca della Francia
(16,52%)
Banca d’Irlanda (1,03%)
Banca d'Italia (14,57%)
Banca Lussemburgo (0,17%)
Banca d’Olanda (4,43%)
Oesterreichische
Nationalbank (2,30%)
Banca del Portogallo
(2,01%)
Suomen Pankki (1,43%)
Banca di Svezia (2,66%)
Banca d’Inghilterra (15,98%)
Il Signoraggio della Banca
Centrale Europea viene diviso in quote tra le banche aderenti a seconda
della percentuale di azioni. La Banca d’Italia ha il 14,57% di azioni della
BCE, e quella sarebbe la sua quota di Signoraggio formale che prende,
ovviamente prenderà anche una gran parte del capitale che sfugge al
controllo. Nella lista qui sopra ci sono le banche che partecipano al
Signoraggio europeo perché fanno parte del sistema.
Vi sono però delle banche come
quella d’Inghilterra, di Svezia e Danimarca che partecipano al Signoraggio
europeo nonostante non abbiano adottato l’euro come moneta interna. Prendono
cioè il 100% del Signoraggio della loro moneta e in più una fetta del
Signoraggio europeo! In sostanza noi italiani senza saperlo stiamo pagando
le tasse a questi tre paesi!!!
Fallimento bancario
Può accadere che
un indebitato (imprenditore, lavoratore, ecc.) non possa pagare, fallisca,
diventi cioè insolvente. In quel caso la banca è costretta a registrare quel
prestito andato male alla voce perdite. Non è una grande tragedia per la
banca, visto che possiede fisicamente solo un cinquantesimo del denaro. Ma
una perdita contabile è pur sempre una perdita per la banca e per gli
azionisti della banca. La banca però non può fallire (*) , e infatti ogni
banchiere sa che non gli sarà permesso fallire dalla banca centrale e perciò
non dovrà rendere conto dei suoi prestiti più folli.
E’ questo il motivo per cui le
banche sono severissime quando si tratta di prestare 50.000 euro a un
lavoratore e invece sono generosissime quando si tratta di prestare milioni
o miliardi di euri a ditte come Parmalat, Fiat o llo Stato. (anche se
il depositante dei 100 soldi detti sopra, va a ritirare il suo gruzzolo, la
banca non fallisce: avendoli prestati a dieci diversi soggetti, ha nel suo
cassetto dieci loro impegni a restituire 100 soldi, che fanno un totale di
1000; è cioè in una botte di ferro! Se invece il depositante li lascia in
banca, lui prende come interesse al massimo l'1%, cioè 1 soldo, mentre la
banca chiedendo di media un 12% a ciascun dei dieci clienti, ne incassa 120.
Addirittura di più del deposito che ha in realtà nelle sue casse). Aprire un
piccolo prestito costa come aprirne uno miliardario, solo che quest’ultimo
fa guadagnare molto di più.
E se la Fiat non paga sarà la
Banca Centrale a salvare il banchiere, con la scusa che “bisogna salvare il
sistema”. Se diventa insolvente invece l’operaio col mutuo per la casa, non
vi sarà nessun intervento pubblico e la casa gli viene sequestrata
immediatamente… Ecco perché la banca presta volentieri i soldi a Stati
oppure a ditte come Parmalat, Cirio, ecc., pur sapendoli insolventi. Per una
banca, quando un debitore estingue il suo debito e restituisce il capitale è
un fastidio: dovrà trovare qualcun altro da indebitare che lo sostituisca.
La cosa che conta per la banca è che il debitore continui a pagare gli
interessi, magari in eterno, magari come gli Stati…
Perché non è lo Stato a
stampare la moneta?
Nel passato ci sono stati dei
tentativi in cui lo Stato ha stampato ed emesso moneta, per esempio la
banconota di carta da 500 lire sopra non portava la scritta Banca d’Italia
ma “Biglietto di Stato a corso legale”. Quindi lo Stato può emettere
moneta a corso legale trattenendosi il Signoraggio, il problema è che ci
sono delle forti pressioni per far sì che questo non accada, e infatti oggi
allo Stato rimane solamente il Signoraggio sulla emissione delle monetine
metalliche (meno dell’1% del Signoraggio totale), e che in certi casi
risulta essere negativo (stampare la monetina da 1 centesimo costa 3
centesimi!). In America diversi ricercatori investigativi sostengono che
almeno sette presidenti americani sono stati assassinati proprio per una
questione monetaria. I due più famosi sono Abramo Lincoln e John F. Kennedy.
JFK il 4 giugno 1963 ordinò
l’emissione (Ordine Esecutivo nr.11110) da parte del Ministero del Tesoro di
oltre 4 miliardi di dollari con banconote che recavano la scritta “United
States Note” invece di “Federal Reserve Note”. Casualmente dopo
pochi mesi Kennedy fu eliminato e la prima cosa che fece il suo successore,
sempre casualmente, fu di ritirare dalla circolazione quei dollari del “popolo”
sostituendoli con quelli “privati” della Federal Reserve! Addirittura
la Federal Reserve non sarebbe neanche una società americana visto che è
registrata a Porto Rico!
SOCI E PROPRIETARI DELLA FEDERAL RESERVE U.S.A.
Rothschild Bank di Londra
Kuhn Loeb Bank di New York
Warburg Bank di Amburgo
Israel Moses Seif Banks
Italia
Rothschild Bank di Berlino
Goldman, Sachs di New York
Lehman Brothers di New
York
Warburg Bank di Amsterdam
Lazard Brothers di Parigi
Chase Manhattan Bank di NY
Quindi anche la Banca Centrale
degli Stati Uniti d’America, è controllata da un ristretto manipolo di
banche e/o istituti di credito privati.
Lo Stato: il debitore
ideale
Il debitore ideale è lo
Stato. La banca presta allo stato comprandone i Buoni del Tesori (Bot) che
sono cambiali, promesse di pagamento. Nessuno si aspetta ovviamente che lo
Stato alla scadenza dei Bot paghi se non con l’emissione di nuovi Bot, di
pari ammontare, a scadenza più lontana. Questo è l’eterno debito dello
Stato, e non risulta nella storia che nessun Stato sia uscito da questa
morsa. Tutto ciò fa felice le banche perché continuano a lucrare gli
interessi sui Bot, e possono in ogni momento rivenderli al pubblico. Oggi si
è arrivati che gli interessi dei Bot sono talmente bassi che nessuno li
compra più.
Li comprano solo le banche!!! (
il 50% quelle estere, cosi diventiamo esterodipendenti - salvo fare i "furbetti"
di notte, e bloccare queste banche estere che vogliono prendersi ciò che a
loro noi abbiamo permesso di prendere a tutto spiano. Ndr.) Accade sempre
più spesso che gli Stati, soprattutto nel terzo mondo, non riescano a pagare
non solo i debiti ma nemmeno gli interessi sui debiti. Quando uno Stato
debitore non ce la fa più a pagare gli interessi, la banca li soccorre
(ovviamente nel proprio interesse). Se lo stato debitore si dichiara
insolvente, la banca dovrà cancellare il prestito dai suoi libri contabili e
pagare -con i soldi degli azionisti e padroni- la perdita. Cosa questa
assolutamente inconcepibile per i banchieri.
Allora la banca apre al debitore
un altro prestito (secondo prestito), creando dal nulla il denaro nuovo
necessario a pagare gli interessi del primo debito. Questo sistema si chiama
“prestito-ponte” e viene utilizzato sempre più spesso nei paesi
poveri. Il nuovo denaro non entra nemmeno nel paese, ma passa da una
scrittura ad un'altra della banca creditrice. Il vecchio prestito andato
male resta nei libri contabili come attivo, anzi l’attivo è addirittura
accresciuto del nuovo prestito e produce ulteriori interessi per la banca.
Non allo Stato indebitato!
Se lo Stato, ulteriormente
indebitato inizia a non pagare più gli interessi, immediatamente i banchieri
fanno intervenire il Fondo Monetario Internazionale, il quale emette un
ulteriore prestito (e siamo al terzo) che servirà per pagare gli interessi
dei due prestiti precedenti. In pratica il debito che si contrae con il FMI
viene prolungato nel tempo, cioè per l’eternità e stringe in una morsa
mortale lo Stato. Il FMI per questo prestito costringerà modifiche e
riduzioni delle spese sociali importantissime come sanità, previdenza,
istruzione, ecc. Ma i banchieri poco importa, a loro basta mantenere
costante e insoluto il debito.
Le monete complementari: la
moneta deperibile di Gesell
Nel 1931 in una cittadina del
Tirolo (Woergl), il sindaco, per risolvere la grande depressione, decise di
battere la propria moneta. Si trattava di una moneta molto particolare,
perché era deperibile, cioè perdeva valore nel tempo. Per tenerla in corso
infatti, chi possedeva le banconote doveva apporvi ogni mese un bollo, che
costava l’1% del valore nominale della moneta (in una moneta per esempio da
10 scellini ogni mese si doveva attaccare un bollo di 0,1 scellini). Di
fatto la moneta perdeva ogni anno il 12% del suo valore.
L’emissione del sindaco era
coperta alla pari da una somma in veri scellini depositati nella banca del
comune. Tutti gli impiegati del comune iniziarono a prendere lo stipendio
con la nuova moneta. Inizialmente i bottegai si rifiutarono di accettare la
nuova moneta, ma poi furono costretti perché in circolazione c’era poco
denaro, quasi niente. Presto tutti l’accettarono per il solo fatto che
chiunque altro l’accettava (oggi l’euro è valido solamente perché noi lo
accettiamo). La presenza di questa moneta deperibile, che nessuno aveva
interesse ad accumulare, fece risorgere l’economia comunale e aumentare la
circolazione monetaria. Era dal 1926 che il paese non vedeva tanti introiti:
furono asfaltate strade e fatti moltissimi altri lavori pubblici.
Il sindaco raccontò felicissimo
ai giornalisti (questo fu l’errore fatale) che il 12% annuo estratto dalla
bollatura delle banconote, lui, l’aveva reinvestito e speso per il bene
della popolazione, e che, dato il ritmo della circolazione, ogni mese il
Comune vedeva tornare nelle sue casse venti volte l’ammontare dei primi
stipendi pagati con le banconote deperibili. Il 2000%. Senza nemmeno saperlo
il sindaco aveva rivelato due segreti vietatissimi: 1) l’enorme profitto che
il sistema bancario estraeva dalla circolazione; 2) l’immenso e occulto
profitto che l’emissione monetaria regalava a chi batte la moneta;
Immediatamente la Banca Nazionale austriaca intervenne abolendo quel
fastidioso concorrente.
La moneta deperibile fu bandita
e resa illegale nel 1933 perché contraria al monopolio monetario accordato
alla banca centrale, cioè contraria agli interessi dei banchieri. L’idea
della moneta deperibile ha un inventore ben preciso, il commerciante e
importatore tedesco Silvio Gesell (1862-1930).
Nel mondo ci sono circa 5000
monete complementari!
Oggi nel mondo ci sono circa
5000 monete complementari, di cui 700 solamente in Giappone. Sono nate un
po’ come funghi, come sono nate anche in altri periodi storici, e lo abbiamo
appena visto durante la Grande Depressione. Quando il sistema bancario,
basato sull’usura, come abbiamo fin qui descritto, esagera, e quindi la
crisi si diffonde tra i cittadini, è chiaro che le masse reagiscono
spontaneamente con questa creazione di valuta complementare. In Giappone,
all’indomani del 1995 c’erano circa 30.000 suicidi economici all’anno, per
bancarotta o fallimento, e un personaggio importante dell’ambiente bancario
è uscito dal sistema e ha cominciato a creare queste valute alternative per
cercare di risolvere la situazione di povertà.
Qualcosa di simile è successo
anche in Argentina dove le province si sono messe a stampare ed emettere
della valuta locale complementare. Bisogna sostenere una rapida diffusione
di valute complementari, perché potrebbero essere un passo per stabilizzare
la situazione e far da ponte di passaggio tra l’attuale sistema ingiusto e
illegale e un sistema futuro dove il Signoraggio sia chiaro, trasparente e
si sappia soprattutto dove va a finire e a che scopi viene destinato. Non
può esserci una sovranità del popolo se non esiste una sovranità monetaria.
Non può esserci la
Sovranità del popolo se non esiste una sovranità monetaria!
Deflazione
La deflazione è il fenomeno
contrario all’inflazione, e segue spesso una bolla speculativa. Consiste
praticamente nella caduta continua dei prezzi. La conseguenza è che i
consumatori attendono ad acquistare, cioè ritardano gli acquisti nella
speranza di poterli comperare a minor prezzo. Le imprese, che sono
indebitate con le banche, non vendono i loro prodotti rischiando di non
pagare gli interessi sui debiti. Abbassano ulteriormente i prezzi per
invogliare gli acquisti, ma ciò aggrava il ribasso e dunque la crisi
deflazionistica.
Le aziende si dichiarano
insolventi, falliscono e licenziano. I disoccupati aumentano, il potere di
acquisto cala, ancor più merci restano invendute. Alla fine l’intera
produzione, l’intera economia, si paralizza! La circolazione monetaria
declina, fino all’arresto. Non si spende più. Chi ha denaro lo accumula
anziché investirlo, aggravando ulteriormente la situazione. In questa
situazione per riavviare l’economia non serve a nulla abbassare i tassi
d’interesse (come di solito fanno in queste situazioni), e cioè far costare
meno il denaro.
Perché se il tasso si abbassa
sotto una certa soglia si favoriscono gli accumuli di denaro fuori dai
depositi bancari, fuori dalle banche, e questo sottrae denaro al sistema
economico. Un fenomeno che Keynes battezzò liquidity trap, la trappola della
liquidità. Il denaro che dovrebbe circolare, diventa ghiaccio. C’è ma non
scorre più. La moneta deperibile di Gesell è la soluzione al problema della
deflazione. Invece di premiare il capitale con la concessione di un
interesse a chi lo presta, il suo sistema penalizza chi detiene capitale
inoperoso, chi non lo spende. La lieve penalizzazione (il bollo mensile)
rende conveniente spendere quei soldi e con questo la riattivazione degli
scambi commerciali.
Chi fabbrica l’inflazione?
Se i prezzi salgono significa
che ci sono troppi euro in circolazione. Chi ha messo questi soldi in
circolazione?
Le banche e il sistema bancario e/o monetario sono la madre di tutte le
inflazioni
La banca! La banca e il sistema
bancario per tanto sono la madre di tutte le inflazioni.
La tassazione dello Stato potrebbe essere
superflua
Nessuno lo dice, ma il
Signoraggio assieme alla creazione del denaro dal nulla da parte dello
Stato, e non di aziende private, renderebbe superflua la tassazione. Lo
Stato facendo monetizzare i suoi titoli di debito dalla Banca Centrale può
procurarsi tutto il denaro che vuole. Provoca così facendo l’inflazione, che
è già un tributo (il più iniquo dei tributi visto che colpisce
risparmiatori, i lavoratori a reddito, pensionati e penalizza chi risparmia
favorendo chi fa debiti). Che bisogno c’è di altri tributi? In definitiva le
tasse servono perché i cittadini, i lavoratori, i consumatori devono credere
che il denaro è scarso.
E per loro è effettivamente
scarso, perché se ne guadagnano di più le tasse glielo tolgono. La
distinzione e la diversità tra servi e padroni non mai stata così delineata
e forte. Nemmeno nel Medioevo. Non era così quando la moneta era d’oro o
convertibile in oro. Solo oggi ci sono i veri servi e i veri padroni. Chi
crea denaro dal nulla, con il quale comanda lavoro a tutti noi, quello è il
vero padrone che ci rende schiavi!
Cosa possiamo fare noi cittadini?
Innanzitutto informarsi
prendendo coscienza del meccanismo del Signoraggio, del sistema monetario e
del potere che hanno coloro che emettono moneta. Importante è che le
associazioni di difesa dei consumatori diffondano una cultura su questo tipo
di problemi. Diffondere il più possibile le enormi possibilità che offrono
le valute complementari, tra cui la più importante è quella di trattenere
localmente il Signoraggio. Un Comune per esempio potrebbe emettere una
moneta complementare, trattenendo il 50% del Signoraggio evitando di tassare
i cittadini e con l’altro 50% il Comune potrebbe addirittura distribuirlo
equamente tra tutti i più bisognosi. Questo sarebbe un sistema per fare del
bene recuperando una piccola parte di questo Signoraggio
FORSE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI PRENDERE COSCIENZA E FAR SENTIRE LA NOSTRA
VOCE
Siti web per approfondire:
www.disinformazione.it
(da cui proviene la pagina
sopra, inviataci da Claudio Proietti, per la divulgazione)
www.centrostudimonetari.org
www.signoraggio.com
www.domenicods.tk
www.open-economy.org
www.adusbef.it
Per andare all'homepage del
gruppo: Sovranitàmonetaria
http://it.groups.yahoo.com/group/sovranitamonetaria/
http://www.sovranitamonetaria.org
Alcuni libri sull’argomento:
- “Schiavi delle banche” - Maurizio Blondet,
Effedieffe edizioni
- “Un'altra Moneta” - Domenico de Simone,
Malatempora edizioni
- “Bankestein” - Marco Saba,
www.centrostudimonetari.org
- “L’ordinamento internazionale del Sistema
Monetario” - Giacinto Auriti, Edigrafital
- “ABC dell’economia e altri scritti” - Ezra
Pound, Boringhieri
- “La moneta, la banca e l’usura” - Bruno
Tarquini, Chiesa |